Poemi conviviali

I VECCHI DI CEO

IV

L'INNO ANTICO

Poi raccolti i lor fasci di cicute
sorsero entrambi, e dissero: Va sano!...
Va sano!... E ritornavano cogliendo
ancor pei greppi i fiori della morte.
Esalava il canùciolo e il serpillo
odor di cera e dolce odor di miele.
Ronzavano api e scarabei de' fiori.
E Lachon giunse al prònao d'Apollo,
alla Scuola del coro. Era già sera,
una sera odorosa; ed il suo nome
udì gridare a voci di fanciulli.
Eran fanciulli che, in lor giochi, un inno
volean cantare a mo' dei grandi, un inno
vecchio, che ognuno aveva, in Ceo, nel cuore.
Presto un impube corifeo la schiera
ebbe ordinata, e già da destra il coro
movea cantando per la via del sole,
verso la sera, con gridìo d'uccelli.

Pubertà,
fonte segreto che spiccia
senza un tremito e un gorgoglio,
ma che di tenero musco
veste insensibilmente lo scoglio:
a te dia Lachon l'erba del leone,
l'appio verde del bosco Nemèo.

Conobbe l'inno, il primo inno cantato
a lui quand'era il suo destino in boccia
tuttora, quanti anni passati? Tanti!
E da sinistra volsero i fanciulli,
come i notturni aurei pianeti, a destra.

Nulla sta!
Tutto nel mondo si muove,
corre, o giovinetto atleta,
come nell'inclito stadio
tu col piede di vento alla meta:
di che la prima delle tue corone
tu riporti all'Euxantide Ceo.

I fanciulli si volsero con gli occhi
al cielo e al mare, fermi su la terra
sacra, alzando le acute esili voci.

Ora è ora d'amare.
L'appio verde vuoi sol tu?
Corrano, un tempo, le gare,
dove Lachon non sia più,
giovani ch'ansino e rapidi sbuffino l'anima
tua, la tua, lungo l'Alfeo!

E nel cospetto dei fanciulli apparve
Lachon il vecchio con le sue cicute,
e intorno al vecchio corsero i fanciulli
gridando: "A noi, perché ci sia ghirlanda!
l'appio a noi! l'appio verde! l'appio verde!"

  • Fondazione Giovanni Pascoli
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CHIUSO IL LUNEDI'
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Le Opere con tutte le poesie

 

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Pubblicati nel 1903

Dedicati alla madre, riprendono le motivazioni ed ispirazioni delle precedenti raccolte di poesie Myricae,  Primi e Nuovi Poemetti.

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il primo libro poetico del Pascoli, dedicato al padre, prende il titolo da Virgilio: Arbusta iuvant humilesque myricae.

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Primi e Nuovi Poemetti

Pascoli iniziò a lavorare ai Poemetti negli stessi anni in cui componeva le più mature liriche di Myricae.

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Prima pubblicazione 1904

Contiene 20 componimenti di Giovanni Pascoli, per lo più in endecasillabi sciolti, tratti da miti e leggende dell'antichità

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Il poeta Pascoli dice che esiste dentro di noi un fanciullino che nell'infanzia si confonde con noi

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Prima pubblicazione 1904

Contiene 20 componimenti di Giovanni Pascoli, per lo più in endecasillabi sciolti, tratti da miti e leggende dell'antichità

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1906 - 1913

Dedicati alla «Giovane Italia», inneggiano a eroi e fatti gloriosi

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Pubblicazione 1913

Gli incompiuti Poemi del Risorgimento, pubblicazione postuma da Maria nel 1913 insieme con l'Inno a Roma e l'Inno a Torino.

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1906 - 1913

Dedicati alla «Giovane Italia», inneggiano a eroi e fatti gloriosi