Myricae
Le pene del poeta
II IL CACCIATORE
Frulla un tratto l'idea nell'aria immota; canta nel cielo. Il cacciator la vede, l'ode; la segue: il cuor dentro gli nuota.
Se poi col dardo, come fil di sole lucido e retto, bàttesela al piede, oh il poeta! gioiva; ora si duole.
Deh! gola d'oro e occhi di berilli, piccoletta del cielo alto sirena, ecco, tu più non voli, più non brilli, più non canti: e non basti alla mia cena.