Nuovi Poemetti

I filugelli

"Canto primo"

I

Con chi partisci quell'esigua messe?
La deve qualche luccioletta avere,
che ti fa lume? o il ragno, che ti tesse?

o la formica? Le formiche nere
t'han fatto il mucchio, che somiglia un poggio?
E mezzo devi il grano del podere,

e lo misuri: e il tuo ditale è il moggio.

II

T'han fatto, o Rosa, le formiche il mucchio.
Ora partisci, benché sia d'aprile;
San Marco, appunto; quando il gelso è in succhio.

E il tuo grano è una polvere sottile
e sembra nato tutto in una zolla...
Lo tribbiò il grillo dentro il suo cortile,

e la vanessa ventilò la lolla.

III

Te lo tribbiò le lunghe sere il grillo
trillando acuto... Oppur codesto grano
tu l'hai mietuto al regamo e al serpillo?

O scosso t'hai nel cavo della mano
l'urna del fiore dell'oblio, del fiore
del dolce sonno? Vi s'udiva un vano

scrosciar di pioggia in un lontano albore...

IV

E tu vuoi dunque seminare il sogno
del rosso fiore? Non è tardi? È molto
che cadde il fiore al melo ed al cotogno.

Fiorisce il grano già da te sepolto.
Pendono ai rami i pomi verdi e lazzi.
Fiorisce l'uva; e dal ciliegio folto

pendono bianche le ciliege a mazzi.

V

Ma tu ti sganci il candido corsetto,
o bionda Rosa. Fuori è chiaro il sole,
e due colombi tubano sul tetto

Ti slacci il busto. Odore di vïole
bianche è nell'orto. Oh! lascia come prima.
Bello è come è. Non altro fior ci vuole.

Ci son due bocci ch'hanno il rosso in cima.

VI

Non chiudere entro il bianco petto, o Rosa,
il fior del sonno. Non la notte e il giorno
costì si veglia e mai non si riposa?

Ma senti a un tratto scalpicciare intorno
alla tua casa... Ora le lievi trine
tu lieve agganci, ed il corsetto adorno

richiudi, a un grido delle tue vicine.

VII

Chiamano: Rosa! A doppio le campane
suonano. Andate! Va con l'altre a schiera:
prega da Dio la cara pace e il pane.

Peregrinando suoni la preghiera
per campi e selve, e per le vigne e gli orti.
Ristate, o litanie di primavera,

avanti a croci, qua e là, di morti!

VIII

Appiedi, o Rosa, delle vecchie croci
prega anche tu: che venga alle su' ore
il grano e l'uva, e le gioconde noci

e le castagne; per il dolce amore
tuo, per quei morti, che non sai chi sono...
Prega! Pregate che sfiorisca il fiore,

che il bello passi ma che lasci il buono.

IX

Ai morti ignoti hanno pensato, ed anche
al seme chiuso che lor è sul cuore,
covato già da due lievi ale bianche...

E vanno via le vergini canore
e il canto lor si perde nella valle.
Cantano lontanando: Non si muore!

E poi: Lo sanno insino le farfalle!...

 

 

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