Nuovi Poemetti

La mietitura

"Il corredo"

"Non io ti mando. È un altro che ti manda.
Fa quel ch'io feci, che per te fu bene.
Va col tuo velo e con la tua ghirlanda.

Te la faremo d'astri e di verbene;
di rose, resti, e per un po', tu sola.
Va col corredo quale a te perviene.

Frullare il fuso e correre la spola
facesti assai! La tela, che tessesti!
Quante coperte e paia di lenzuola!

Tutte son tue; che, quando là ti desti
nei primi giorni, prima che sia giorno,
pensi che i più, degli anni tuoi, son questi.

Ti sentirai l'odor di casa attorno,
il buon odor di spigo e di cotogno,
e di tua mamma; ed ecco di ritorno

sarai, tra noi, se dopo dormi, in sogno.

II

Facesti assai correre l'ago e il fuso,
la spola e i ferri. Il bene, si ritrova.
Hai quel ch'è d'uso, ed anche più, che d'uso.

Senza pensarci, ad una casa nuova
tu provvedevi: tu, per quella, in piazza
la seta e i polli tu portasti e l'uova.

Per quella i teli stavano alla guazza
ed alla luna. Dice il babbo, o Rosa:
- Ricca da sposa, oprante da ragazza. -

Ora, il primo anno, o figlia mia, riposa!
Godi, che n'hai, le calze, e le gonnelle
e le tovaglie a spina, a riso, a rosa.

Per me l'hai fatte, e sono così belle!
La madre tua le dona a te... Ma pensa!
Quando i tuoi vecchi un giorno le ciambelle

ti porteranno, ne ornerai la mensa".

III

Così diceva; ma di tanto in tanto
le si arrochiva e si spengea la voce.
Assieme allora elle faceano un pianto.

Come è qui tutto, insino i fiori, a croce!
La madre altrove la condusse, un banco
le aperse, nuovo, lucido, di noce.

"È tuo, con tutto il suo tesoro bianco".

 

  • Fondazione Giovanni Pascoli - I testi delle poesie
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