|
Nuovi Poemetti |
Gli emigranti della luna
Canto primo - "Il bodriag e lo studente"
Mancava
ormai la legna e l'acquavite. Si
lisciava la gran barba di rame Quelli
aprivano gli occhi color cielo, E l'isba
scricchiolò con un lamento Gli
altri alla romba porsero l'orecchio. "Che
farci?" disse il vecchio. "Olio, non meno!..." Che
farci! Serrò gli occhi. Altro non disse. vanian le stelle all'alba della luna. II E la
luna calante batté gialla L'immensa
taiga biancheggiava al lume. E si
levò tra quelle genti un suono egli
sa tutto; vede anche il pensiero La
Luna, dice, è un'altra Terra, attorno La
giovinetta voce piovea lente E il
contadino e il boscaiol selvaggio a quella luna, per il mar dell'aria. III Scrollò
la testa, il vecchio, e disse: "Fole! L'acqua
ci può. Sul fiume va l'alzaia, Fole
da dire sotto una betulla, Terra
e lombrichi vede chi lavora Uno
bisbiglia; e l'ode uno lontano E c'è
chi vola senza lasciar l'orma. Le
sue parole in un chiaror di latte le rimirava l'umile tribù. |
|
Torna all'inizio |