|
Nuovi Poemetti |
Gli emigranti della luna
Canto secondo - "Com' è la luna"
I Scórsero
i giorni, anche le notti; e il vento s'era
più presto: un'altra notte, e una Destò
la luna i languidi sbadigli Si
scaldavano un poco ora i marmocchi Ella
parlò: "Se fosse qui quel biondo Io
gli avrei detto: Non è lei che ghiaccia Non
fa la brina e il gelo essa? Ci deve "No, mamma," disse la fanciulla: "è il Sole!" II E la
tribù guardò nel cielo. Quella? Una
piccola Terra, or sulla torre, rughe:
le rughe delle vecchie fronti. E la
fanciulla disse: "Io l'ho veduta. C'è
il Mare di Serenità. C'è il Mare C'è
la Palude delle Nebbie meste. E c'è
il Lago dei Sogni. Anche c'è il Seno Vicino ai Sogni, il Lago della Morte". III Anche
la morte? e dunque anche i viventi? Dunque
nessuno... O tacito paese Il
sole ha fatto colassù lo sgelo! Si
sommergono gli alberi vermigli E rossi
e gialli spuntano tra gli aghi Al
dolce vento trema la foresta. Vi
s'ode ancora un palpito più lento, lassù, nel Mare di Serenità. |
|
Torna all'inizio |