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Nuovi Poemetti |
Gli emigranti della luna
Canto terzo - "Il sogno"
I Scórsero
i giorni; ancor le notti, a una Ma
quelli in sogno ecco prendean la scure Chi
s'arrestava avanti un mare immenso, E non
vedeva che a sé stesso il fiato A pini
e cerri i pionieri estremi Quella,
in un poggio, il tetto avea di canna Ma
tristi gli emigranti erano! Allora dallo scosceso Caucaso lunare.
Due,
la fanciulla e il giovane che amava, Vicino
al Lago, essi, dei Sogni, in grotte presso
quel Lago! Era lor letto un mucchio Presso
il Lago dei Sogni, c'era il Lago E i
morti? Ebbene, anime pellegrine non
s'udiva che un loro esile strido lo
strido, ch'uno chiama uno risponde, azzurre, come un grande astro, la Terra. III Tutti
felici! V'era solo Dio Ma
non premeva le lor vie, che il passo Le
donne al Mare senza l'acque amare La
vecchia fame li rodea... ma il grano Il
vecchio freddo li pungea... la veste E non
c'è dì senz'alba, e l'alba è l'ora Ed
è bello ogni boccio, anche s'è brutto... in una luminosa alba vanì. |
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