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Nuovi Poemetti |
Gli emigranti della luna
Canto quinto - "L'altra faccia della luna"
I Forse
la morte non temean, tant'era Ivi
abbracciato al dolce oblìo gemello Cantava
il cuore, ora, da sé, col grido Ed
era il Lago ora nel lume, e chiare E
dalle grotte orlate di vitalba S'udiva
per le valli e per le strette volti ai Laghi dei Sogni e della Morte!
E
si levò tra quelle genti un suono d'un
abete. Una nebbia, un ragnatelo e
rifulsero allora occhi lontani, Videro
tutti là, di soprassalto, Ella
parlava timida e veloce. "Io
l'ho veduta. Corre sempre, vola, Vediamo,
noi, nel cielo azzurro o rosa, è mai di là, verso le grandi stelle?" III E
la luna fu mezza. Erano tutti Ciascuno
andava per un suo sentiero. Movean
pensosi; e cancellava il moto là,
dove il tutto rifiorìa dal niente, C'era
anche il pane. E c'erano le renne Oh!
la sua Terra! Egli torceva il volto. Oh!
pur dal fascio, ch'era, lì, di spine, delle
montagne e dileguar di là! |
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