| Odi |
| O
tu che sei tra i vivi solo perché ti penso; come se odor d’incenso fosse il pino che fu; ma con me vivi, vivi tu pure un po’: tremando l’attimo io vedo, quando non ti penserò più! Resta di me, pensiero! Ch’io creda, o Dio! Tuoi servi, Morte, sian vene e nervi; pensiero, anima, no! Ch’io resti col pensiero, che non si estingua mai! E sempre in me sarai, in te sempre sarò. Ma… Oh! l’eterna doglia del mio pensiero sperso, quando nell’Universo cerchi ciò che non v’è! quando le braccia voglia per ricondurti al seno! la bocca! gli occhi! almeno perch’io pianga su te! |
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