Nascosta,
a noi, l’anima pura,
dal vivere stesso, vive ella?
La luce è che l’oscura?
Ma cadi, o sole, e brilli, o stella?
E simile al sole tu, vita,
più che non riveli, nascondi?
E il raggio tuo ci addita
la terra, ma c’invidia i mondi?
E dopo il fuggevole giorno
dell’unico piccolo sole,
in cui moviamo attorno
con nostre pallide ombre sole,
la notte ci accenderà l’anima
in tanto che il giorno dirupa?
la notte agli occhi umani
innumerevolmente cupa?
Di qua, come radi i viventi
nell’abbarbagliante raggio
passano all’afa, ai venti,
seguendo qualche lor miraggio...
Oh! morte che le anime accendi,
di là, con un tacito anelito,
oh! sempre più risplendi
tu negl’invïolati cieli!
Là stelle si uniscono a stelle:
son grappoli, nuvole, ammassi
di stelle e stelle e stelle,
crescenti ad un sospir che passi.
Là splendono le anime, intatte,
serene, con l’essere immerso
nella goccia di latte
che fluisce per l’universo.