| Poemi conviviali |
TIBERIO
| I Discende
a notte Claudïo dal monte fuggendo.
Egli rimira, a quei bagliori, S'ode
tra lunghe raffiche interrotte le nere selve parlano tra loro.
Rabbrividendo
parlano le selve Sommessamente
parlano, commosse Dal
ciel lontano a quel vagito lento risuona ancora quel lento vagito.
Chi
vagisce, è Tiberio. E il vento accorre Le
selve il mormorìo della congiura Lottano
i pini coi disvincolanti E il fiore della fiamma apresi e sboccia.
Sboccia
la fiamma, e il vento la saetta, Il
vento con la frusta fiammeggiante, Ardono
i monti; ma ne' suoi due cuori nutre Tiberio con le sue mammelle. |
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