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Primi Poemetti |
Il bordone - L' aquilone
"Il vischio"
| I parvero:
un'aria pendula di fiocchi, Tale
quell'orto ci apparì tra i veli Era,
sai, la speranza e la promessa, fa, come io faccio, il miele di sua vita. II Una
nube, una pioggia... a poco a poco Sparvero
i bianchi e rossi alberi, infusi e piovve
e piovve. Il sole (onde mai sorto?) Dove
le branche pari a filigrane? ognuna con la sua lagrima ancora. III Ricordi?
Io dissi: «O anima sorella, della
vita: la sua lieve fiorita per
terra i fiori che all'oblìo già diede... Stava
senza timore e senza festa, tolto che foglie, nate per cadere. IV Albero
ignoto! (io dissi: non ricordi?) albero
tristo, ch'hai diverse rame, albero
infermo della tua salute, albero
morto, che non curi il mite ah! sono in te le radiche del vischio! V Qual
vento d'odio ti portò, qual forza Tu
non sapevi o non credevi: ei volle: E tu
languivi; e la bellezza e il bene E crebbe
e vinse; e tutti i tuoi colori, sono una perla pallida di muco. VI Due
anime in te sono, albero. Senti Quella
che aveva lagrime e sorrisi, e che
d'amore abbrividiva ai voli da
te, fuggendo immobilmente; ed ora ch'ora distilli il glutine di morte. |
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