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Primi Poemetti |
Il bordone - L' aquilone
"Suor Virginia "
| I Tum
tum... tum tum... - Ell'era stata in chiesa Avea
chiesto perdono a chi perdona a una
che su l'uscio di sorella E ora
avanti il Cristo morto solo, Il
cingolo a tre nodi dalla vita Tum
tum... - Chi picchia? Si rimise in dosso Forse
qualche educanda. Una ch'ha sete, le braccia in croce, gli occhi nel lor guscio... II dormivano,
composte, accomodate, L'avea
lasciata aperta la maestra Ma
che frufrù nell'orto del convento! Un
grillo ora trillava, ora d'un tratto Un
fischiettare, un camminar represso, Brillavan
qua e là lucciole rare, L'urlo
d'un cane alla catena, e il canto che al monastero pervenìa, dal mondo. III Dormivano.
Sì: anche la sorella Tornò
lasciando la finestra aperta aperta
a quello scalpicciar pian piano Dormivano.
Il lor cuore era tranquillo S'addormentava.
- Tum tum tum... - Che era? Ella
ascoltò: la piccola battuta No.
L'una e l'altra si tenea raccolta sul cuore; all'altra; a ragionarci in sogno. IV Tornò,
comprese. Avea bussato il Santo. A quel
Santo ogni sera essa all'altare Poi
ch'egli va, pascendo il gregge ancora, Egli
è notturno come la rugiada. Egli
era, dunque, entrato nel convento Ella
sentito non ne aveva il passo, Suor
Virginia il fardello della vita prese il rosario col suo teschio d'osso. V E vennero
le morte undicimila di
bianco lino, come lei, vestite; passando,
sì che in breve erano un nastro passando,
come gli Ave a grano a grano Aveva
ognuna, su le bianche stole, Era,
la prima d'esse, Ursula pura, Le
vergini non tutte erano ascese. quei colpettini al grande uscio del cielo. VI Tum
tum... - Di là, con tutto quel gran cielo la
bimba, e bussa, e par ch'ora, sì, voglia dell'uscio:
aspetta. Ella non venne più. |
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