Primi Poemetti

L' accestire

"Il bucato "

I


Viola entrò col secchio su la testa,
e su gli arguti zoccoli ristette
presso la conca, e disse: «Ora sei lesta?»

«Mamma!» Rosa chiamò «non ci si mette
due gusci d'ova?» Rientrava lenta
la madre con un suo fascio di vette.

«Eccoli» disse. «Quella legna stenta
a prender fuoco, e questa era pel forno;
ma la riposi dopo la sementa:

è asciutta bene. Il babbo cerca, intorno
casa, quel ciocco (dov'è mai?) del pero
dal vischio. Oggi ce n'è per tutto il giorno.

E i ragazzi, io mi struggo, io mi dispero,
rincaseranno fradici, se pure...
Ma sento (se Dio vuole, ecco un pensiero

di meno) il babbo lavorar di scure».

II

«Sei lesta, ora?» «Un minuto anche, Viola».
Rosa corse al telaio, ed il cannello
vuoto cavò dalla sua liscia spola.

E Viola dicea: «Mamma, il vitello,
lo venderà? Vedeste come viene!
e, mamma, è così manso, è così bello!

Tra la sua madre e me, vuole più bene,
credete, a me». Rispose ella: «E le tasse?
Figlia, chi disse pane, disse pene.

Il babbo ha detto: l'acque sono basse...»
E Viola pensava, e la Turella
mugliava di laggiù, come ascoltasse.

Rosa intanto ponea la catinella
sotto il bocciolo, e poi levata in piedi,
vedendo gli occhi della sua sorella,

esclamò: «Meglio non averli, i redi!»

III

«Ora?» «Sì: versa a modo: ecco!» Con molle
gorgoglio su la cenere quell'onda
fredda scorreva tra cerulee bolle;

e poi spariva; e giù per la profonda
conca invadeva i panni... che parenti
erano anch'essi, e su la stessa sponda
vedevi insieme poi ruzzare ai venti.

 

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