|
Primi Poemetti |
L' accestire
"L' oliveta e l' orto"
| I E come
li amo que' miei quattro olivi, Nonno
di nonno li piantò; ma quelli E ne
vengono, sì, sopra il cipresso, Tra
lusco e brusco, egli entra lento lento, È
lui, che il nostro lume anco governa - Filate, o donne, - mormora - da brave! - II E come
l'amo il mio cantuccio d'orto, o primavera!
con quel verde d'agli, con
le cipolle di cui fo la resta coi
riccioluti càvoli, che sono dei
vespri, dopo mezzogiorno, al sole ch'è sempre pieno del ronzìo dell'api! III E amo
tutto: i vetrici ed i salci, quella
fila di gattici soletta, ma
non sapete quello ch'amo più. |
|
Torna all'inizio |