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Primi Poemetti |
I due fanciulli - I due orfani
"L' asino"
| I L'asino...
Parmi adesso: era una sera E io
guardavo dietro me, nel piano, dove
tra il verde luccica, e tra chiare la
Marecchia argentina. E quando pago nero
sopra un trascolorar leggiero l'asino vidi con la sua carretta. II Non
altro? No. Da non so qual pendice veniva
or sì, or no, tra lo stridore Io,
sole queste; ma non queste sole Pur
non vibrava, vidi, a quando a quando sì
le volgeva appena a un ritornello Su la carretta il carrettier dormiva. III Russava
nella strada solitaria Lo
prese e vinse il vino di Bagnolo (senza
il bastone!), si fermò tra il fuoco L'uno
dormiva su le ceste vuote, L'un
su le ceste, e su le sue quattro orme pasceva al greppo un vago odor di timo. IV E l'uomo,
con la cara anima invasa Fosse
andato pur là dove è maestra a Montetiffi;
o dove, a Montebello, già
l'attendeva; e la capanna al Luso ch'ella
destava il fuoco già, con foglie interrogava ad or ad or: Si vede? V Ma
l'uomo era lassù, lungi dal mare, Anzi,
calava d'un buon passo al piano: Anzi,
a San Mauro s'era già condotto; Anzi,
alla Torre: e nella nera ombrìa Anzi,
era giunto: urlava: Arri! mio bello. era là, fermo, su l'azzurro monte. VI Schiuma,
la rena lega! Uomo, la rena ma
è l'ultimo! l'ultimo! ma questa Avanti!
Si va piano, ora; ma quanto l'asino
è fermo, e l'uomo sogna. Svaria Viene
un suon di campane dietro un velo all'ombra muta: Non si vede ancora? |
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