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Primi Poemetti |
ITALY - Sacro all' Italia raminga
"Canto secondo"
| I Italy
allora n'ebbe tanta pena. I Vieni,
poor Molly! Vieni! Dove sono di
quando il bimbo perdonato ha roca Vieni,
poor Molly! Porta i tuoi balocchi. delle avellane, e brilla nel cadere. II Porta
the doll, la bambola, che viene, E quando
tu le parli per inglese, Dal
suo lettino lucido, d'ottone, sgrana que' suoi due fiori di pervinca. III O Moll
e Doll, venite! Ora comincia O Moll
e Doll, comincia il tempo bello. Fringuello
e cincia ognuno già prepara cantano, uno sul pero, uno sul melo. IV Altre
due voci ora dal monte al piano L'una
tripudia, e i mille echi ridesta ecco
un rintocco, appena appena un breve C'è là chi sposa, ma c'è qua chi muore. V Buoni
villaggi che vivete intorno Si
levano. Ora vanno tutti in chiesa, Poi
quando immersi ad aspettar l'aurora Pensano a quelli che non sono più... VI Lèvati,
Molly. Gente ode parlare Fanno
un brusìo nell'ora mattutina! Vengono
e vanno, su e giù dall'aia non gli par brutta, ben che sia di mota! VII Sweet...
Sweet... Ho inteso quel lor dolce grido Palpiti
a volo limpidi e sonori, In
questa casa che tu bad chiamavi, di mota sì, ma così sweet per loro! VIII O rondinella
nata in oltremare! Non
c'è più cibo qui per loro, e mesta Non
c'è più cibo. Vanno. Torneranno? Quella che no, di' che non può; ch'è morta. IX Quando
tu sei venuta, o rondinella, ti
venne incontro il nonno con l'ombrella, Pioveva;
ma tu, bimba, eri coperta; Il
tuo nonno ansimava su per l'erta, Brutta
la casa, sì, ma era aperta, X Ha
la pena da parte, oggi, e la vita Ieri
si colse malva ed erbe more. Molly,
tu vieni e guardi. Ecco, ha la tosse E non tesse e non fila. Oggi non può. XI Ha
tessuto e filato, anche ha zappato, O dolce
Molly, tu le porti accanto pianto
in vedere i figli o senza vesti i figli che... diceano addio, col canto. XII Addio,
dunque! Ed anch'essa Italy, vede, Si
muove con un muglio alto il vascello. E alcun
li tende, il pane da una mano, e più celeste, fin che si fa cielo. XIII Cielo,
e non altro, cielo alto e profondo, Vanno
serrando i denti e le mascelle, Offrono
cheap la roba, cheap le braccia, no, dietro mormorare odono: Dego! XIV Ma
senti, Molly? Dopo pioggie e brume Passa
sotto la gran Pania alla Croce Passa
cantando: Al mare! Al mare! Al mare! l'alito che si lascia addietro il Serchio. XV O fiumi,
o delle rupi e dei ghiacciai con
l'eterno fragor delle cascate, delle
montagne; e trascinate infranti avanti, pieni di serenità... XVI Acqua
perenne, ottima e pessima, ora Lavora
dove l'uomo ti conduce; trasforma
il ferro, il lino, il legno, il grano; facile e grande come quel del Sole! XVII La
madre li vuol tutti alla sua mensa Siedono
a lungo qua e là digiuni; guardano
intorno, e quindi sé nel petto, escono, poi fuggono, poi: - Sii male... - XVIII Non
maledite! Vostra madre piange Ma
d'ogni terra, ove è sudor di schiavi, vi
chiamerà l'antica madre, o genti, fatto balzare dalle sue sirene. XIX Non
piangere, poor Molly! Esci, fa piano, T'amava,
oh! sì! Tu ne imparavi a volo Lascia
lì Doll, lasciali accosto i letti, che li apra l'altra, ch'ora dorme in pace. XX Prima
d'andare, vieni al camposanto, Stridono
i bombi intorno ai fior d'acanto, E qui
tra tanto sussurrìo riposa O Molly!
O Molly! prendi su qualcosa, Non
un geranio né un bocciuol di rosa,
L'un
dopo l'altro dava a Ioe la stretta Scendean
le donne in zoccoli le scale «Se
vedete il mi' babbo... il mi' fratello... «Oh
yes». Facea pur bello! Ogni villaggio Sweet
sweet... era un sussurro senza fine Il
nonno, solo, in là volgea la testa «Tornerai,
Molly?» Rispondeva: - Sì! - |
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