Poemi del Risorgimento

GARIBALDI VECCHIO A CAPRERA

AL FOCOLARE

Garibaldi siede al focolare,
siede avanti fuoco di lentischio.
A Caprera cupo batte il mare,
il libeccio l’empie del suo fischio.

Egli vecchio dalla barba bianca
cova il fuoco, cova il suo pensiero;
e si trova sur una barranca,
la gran chioma scossa dal pampero.

Vede un mare verde là che sogna
d’esser terra nè fiottare più.
L’aria porta beli di vigogna
alti e bassi fischi di gnandù...

Oh! le pampe dell’immenso Plata
verdi sotto il cielo senza nubi,
una solitudine ondulata
sparsa d’isolette di carrubi,

sola terra degna che vi scenda
il marino che patì fortuna;
egli d’una vela fa la tenda,
e vi sogna sotto l’alta luna.

Ecco un tuono, un calpestìo di zampe
che s’appressa sempre sempre più...
Va sul mare verde delle pampe
lo stallone e la sua gioventù.

Come è bello il libero stallone
con la coda e la criniera ai venti!
Mai ne’ fianchi non ebbe lo sprone
nè il ribrezzo del ferro tra i denti.

Pura è l’unghia di fimo di stalle,
brilla al sole la lucida groppa.
E’ raccoglie le sparse cavalle,
annitrisce al pampero, e galoppa.

Va, galoppa! Va libero e fiero
della tua solitudine tu!
più veloce sei tu del pampero,
più del tempo... del tempo che fu...

  • Fondazione Giovanni Pascoli - I testi delle poesie
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