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CRONOLOGIA DELLA VITA DI GIOVANNI PASCOLI

Parte terza

1895 - 1897

 

1895 Trascorre il mese di giugno a Roma. Si allontana da Livorno per non assistere alla felicità di Ida, che andrà sposa in settembre. Il «nido» si infrange di nuovo e occorre ormai trovare un arduo equilibrio a due, di cui s'incarica Maria che raggiunge a Roma il fratello in preda alla disperazione. Nella sede del «Convito», avviene il primo incontro fra Pascoli e d'Annunzio: per ora le manifestazioni di stima sono reciproche. Dopo il matrimonio della «fedifraga» Ida, Giovanni e Maria lasciano Livorno per trasferirsi a Castelvecchio, in Val di Serchio, dove prendono in affitto una casa rustica, con giardino e podere.

 

1896 Viene nominato professore incaricato di Grammatica latina nell'Università di Bologna dove pronuncia la prolusione (Il ritorno) il 21 gennaio. In febbraio, per rendere omaggio ai 35 anni di insegnamento di Carducci, affida al «Resto del Carlino» Ricordi di un vecchio scolaro. Risale poi a marzo la conferenza fiorentina su Leopardi: Il sabato del villaggio. Cade, per l'intraprendenza di Maria, l'ultimo progetto matrimoniale di Giovanni: la facoltosa cugina riminese Imelde Morri, ormai trentenne, sarebbe disposta alle nozze. Il 9 agosto pubblica nel «Marzocco», rivista fiorentina nata dalle ceneri della «Vita Nuova», l'elegia X Agosto. Sempre nell'agosto dedica a Manzoni un saggio di sottile interpretazione dell'arte allusiva (Eco di una notte mitica). Con Minerva Oscura partecipa al concorso dei Lincei, ma non vince il premio di 10.000 lire nel quale aveva contato.

 

1897 In gennaio esce l'antologia latina Epos, con dedica a Carducci, e sempre in quel mese il «Marzocco» pubblica la prima parte dei Pensieri dell'arte poetica: sono i principi dell'estetica pascoliana, più tardi intitolati Il fanciullino. Il fratello Giuseppe dà a Bologna pubblico scandalo, ubriacandosi, convivendo con la figliastra e minacciando di denunciare Giovanni per maltrattamenti subiti nell'infanzia. Non certo entusiasta della collocazione bolognese, Pascoli si dimette nell'attesa di una cattedra prestigiosa. Con nomina ministeriale, sarà ordinario di Letteratura latina a Messina e non a Roma, come aveva sperato. Escono presso il fiorentino Paggi i Poemetti e presso Giusti l'edizione definitiva di Myricae. In agosto pubblica nella «Tribuna» di Roma una lettera aperta a d'Annunzio, La siepe, in cui si dichiara concorde con il programma politico del poeta pescarese che si appresta a entrare in Parlamento. Antonio Mordini, glorioso garibaldino, senatore del Regno e primo cittadino di Barga, nel cui Comune si trova Castelvecchio, gli conferisce la cittadinanza onoraria.

 

1855 - 1884 | 1884 - 1895 | 1895 - 1897 | 1898 - 1906 | 1906 - 1912

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