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CRONOLOGIA DELLA VITA DI GIOVANNI PASCOLI Parte quarta 1898 - 1906 |
1898 In gennaio si
trasferisce a Messina con la sorella Maria e Gulì. La Sicilia, così remota dai
luoghi famigliari, fomenta l'immaginazione e il ricordo. Compone proprio qui
alcune poesie che andranno a far parte dei Canti
di Castelvecchio. A Messina, presso l'Accademia Peloritana, commemora il
latinista Diego Vitrioli (nel 1845 aveva vinto la medaglia d'oro nei certamina hoeufftiana) con il discorso Un poeta di lingua morta. Ma nel
complesso conduce una vita ritirata che compensa con le varie frequentazioni di
Castelvecchio, Barga e Lucca durante i mesi estivi. Oltre ai vicini di casa, i
Caproni, gli Arrighi e i Mere, stringe amicizia con il giovane umanista Manara
Valgimigli, il bibliotecario Gabriele Briganti e l'intraprendente Alfredo
Caselli, proprietario di pasticceria e drogheria nella lucchese via Fillungo.
Riceve una lettera di Filippo Tommaso Marinetti: il Futurismo trae incentivo
dalla sperimentazione linguistica pascoliana. Alla fine dell'anno è di nuovo a
Messina dove si ammala di tifo.
1899-1900 Ida è ormai
madre di due figlia che, per onorare il «nido» a tre, chiama Nannina e Myriam.
Per risentimenti che cova sotto la cenere, polemizza aspramente sulle colonne
del «Marzocco» con d'Annunzio, poeta di successo, fatuo e mondano. Pubblica
nella «Rivista d'Italia» (15 gennaio 1900) il poemetto in terzine L'Aquilone, mentre dà alle stampe la
seconda edizione dei Poemetti e il
tipografo Muglia il secondo studio dantesco, Sotto il velame. Saggio di un'interpretazione generale del poema sacro.
Sempre nel 1900 esce l'antologia scolastica Sul
limitare.
1901 Pubblica una nuova
antologia di letture per le scuole, Fior
da fiore. Commemora a Messina i vent'anni della morte di Garibaldi (2
giugno) con un discorso: Garibaldi avanti
la nuova generazione. Il tono è quello di un collaudato maestro di vita,
che predica ideali umanitari, prolungamento decantato del socialismo giovanile.
Esce da Muglia il terzo volume dantesco, La
mirabile visione. Abbozzo di una storia della Divina Commedia.
1902 Gli amici
barghigiani (il senatore Mordini in testa) conducono le trattative per
l'acquisto della casa di Castelvecchio. In marzo torna da Messina per prenderne
possesso, ma è angosciato dagli Arrighi, i vicini con i quali, nell'ultimo
anno, sono sorte controversie.
1903 Escono in aprile,
stampati dal lucchese Marchi per conto di Zanichelli, i Canti di Castelvecchio. L'edizione è duplicata in agosto, con
l'aggiunta di un glossario utile a chiarire gli astrusi termini garfagnini di
cui è l'intrisa quella poesia. In maggio è uscito presso Treves Maia, il primo libro delle Laudi dannunziane e i giornali
commentano le due opere accomunandole: al «falso antico» gergale del Pascoli fa
riscontro il «falso-antico» mitologico di d'Annunzio. Esce la sesta edizione di
Myricae con incisioni di De Carolis
che illustrerà tutti i volumi delle poesie di Pascoli. D'Annunzio dedica a
Pascoli Alcyone, il terzo libro delle
Laudi, con la poesia il Commiato. Con decreto ministeriale è
nominato professore ordinario di Grammatica greca e latina all'Università di
Pisa dove tiene una prolusione: La mia
scuola di grammatica.
1904-1905 Severino
Ferrari, allievo prediletto di Carducci, è gravemente ammalato. Viene dunque
proposto a Pascoli di succedere al Maestro nella cattedra bolognese di
Letteratura italiana. Sebbene occupi il posto che sarebbe spettato all'amico,
la collocazione prestigiosa è per Pascoli un risarcimento dei torti subiti: in
primo luogo l'assassinio impunito del padre. Nel dicembre 1905 muore Severino
Ferrari.
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